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Cane

L'amore incondizionato, gli occhi dolci e le "leccate" come bacio, spesso nascondono un'altra faccia della medaglia dove la relazione con il proprio animale domestico fa emergere alcune fragilità psicologiche

Probabilmente questo articolo verrà condannato come uno scandalo dalla legione di pseudo animalisti che agisce sul web: guai a toccare gli animali, simboli di purezza divina, sono gli esseri umani a fare schifo! E anche quando un animale compie un gesto orribile (ad es. quando un pitbull sbrana a morte un bambino), la responsabilità è comunque degli uomini che l'hanno educato male. Quando il filosofo Peter Singer scrisse "Liberazione Animale", iniziando per primo nella storia (nel 1975) il dibattito sullo specismo, forse non si aspettava che una grande fetta delle persone potesse aderire in maniera così integralista a un certo progetto etico.

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Tuttavia non è questa la sede per giudicare l'ingoranza della gente che poi si trasforma in estremismo. La libertà di ciascuno finisce quando comincia quella dell'altro. E noi siamo qui, liberi perchè la legge lo permette, per esprimere la nostra opinione sul rapporto tra l'essere umano (padrone) e il proprio cane (animale domestico e proprietà secondo la legge), che si configura a livello psicologico come "relazione asimmetrica". Quando questa relazione è efficace siamo in presenza di un padrone che vive con il sorriso la propria vita e di un animale domestico che fa parte dell'equilibrio di questa esistenza: la mattina ci svegliamo presto e lo portiamo a fare una passeggiatina, torniamo dal lavoro e lui ci accoglie scodinzolando (e magari ci porta anche le pantofole), nel pomeriggio troviamo il tempo di lanciargli una pallina e farcela riportare, gli serviamo la ciotola di croccantini e la sera lo portiamo a fare l'ultima passeggiatina prima di andare a dormire.

Ci fa stare bene, ci sentiamo amati e ricambiamo questo affetto. Eppure non tutte le storie sono così! Secondo l'APA (Associazione Psicologica Americana) circa il 35% dei raptus di rabbia sono causati da una relazione inefficace con il prorio cane. A voi è mai capitato di iniziare a urlare contro il cane perchè vi ha distrutto il divano? O di iniziare a rincorrerlo perchè ha in bocca la collana che vi ha regalato il fidanzato? O di iniziare a "sculacciarlo" di brutto perchè non esegue i vostri comandi? Se si, forse è il caso di fare un serio esame di coscienza. Infatti se chiunque di noi si mettesse a urlare, a rincorrere e poi picchiare una persona per strada... immediatamente verrebbe fermato dalla polizia e ricoverato con un TSO. Se lo facciamo con il nostro cane è diverso? Assolutamente no! E' chiaro che il cane può essere molto "vispo" (temperamento) o poco educato (addestramento), ma è altrettanto chiaro che altri padroni riescono comunque a convivere con tutto ciò senza per questo "perdere la testa"! La relazione inefficace nasconde dunque un nostro problema: una grande quantità di rabbia latente che richiede un percorso per apprendere a riconoscerla e gestirla meglio. E il consiglio è sempre quello di farsi aiutare da uno Psicologo.

Dott. Giacomo Scuderi

INFORMAZIONI SULL'AUTORE DELL'ARTICOLO

Il dott. Giacomo Scuderi, Psicologo e Giornalista, si occupa di consulenza e sostegno psicologico per depressione, ansia, attacco di panico, disturbo ossessivo compulsivo, conflitti di coppia ed altre difficoltà. Effettua interventi di psicologia del lavoro, dello sport, per lo studente, per la disabilità; cura la realizzazione ed il coordinamento di progetti. Clicca qui per contattarlo.

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